Sul Monte Summano misticismo e storia incontrano la natura

L’uomo e la montagna hanno un rapporto ancestrale ed alchemico. L’itinerario di oggi è nato da una serie di riflessioni che mi sono posta osservando i pendii delle Piccole Dolomiti: così vicini eppur così lontani. Vicini fisicamente, ma distanti psicologicamente perché ,nonostante sia nata ai piedi di queste montagne così verdi, solo di recente ho avuto l’opportunità di conoscerle meglio. In particolar modo desideravo riscoprire il silenzio dei boschi cercando non solo un po’ di pace, ma anche nuove prospettive da cui poter ammirare questo territorio così ricco di storia eppur così nascosto alla conoscenza dei più. Il famoso alpinista Reinhold Messner disse: “Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte”. Ho capito il significato di queste parole intraprendendo i sentieri che da Colletto di Velo conducono alla cima del monte Summano. Partendo dal Comune di Santorso e seguendo la strada che si snoda verso il Tretto si giungerà a Colletto di Velo dove è possibile lasciare l’auto per avventurarsi a piedi lungo vari saliscendi. Fra la partenza e la cima del monte Summano ci sono circa 500 metri di dislivello che si affrontano tranquillamente incontrando solo qualche breve tratto ripido e faticoso.

Fonte:Magico Veneto

Fonte:Magico Veneto

 

Veduta dal Summano

Veduta dal Summano

Ho scelto questo itinerario perché sono numerose le leggende che vengono narrate sul monte. Il Summano infatti è anche considerato l’emblema della resistenza pagana alla cristianizzazione del Veneto. Ciò è confermato dal fatto che la città di Vicenza non ebbe un vescovo prima del 590. Alcuni sostengono che sulla cima del monte vi fosse un tempio dedicato al dio Plutone, ipotesi suggerita dalla presenza della grotta di Bocca Lorenza: il nome di questa infatti deriva dalla scomparsa nei suoi meandri di una pastorella (leggenda che trova delle similitudini con il racconto mitico del rapimento di Proserpina da parte di Plutone). Altri culti tradizionalmente legati al monte Summano sono quelli tributati al Mani, il culto persiano professato anche dai romani che si rivolgeva alle anime dei defunti e a Giove detto anche nella mitologia etrusca “Summānus” Summano ovvero il dio del tuono. A sostegno di queste tesi sul monte sono stati rivenuti reperti archeologici databili alla prima età del Ferro(IX-VII secolo a.C), alla fase di Romanizzazione o periodo repubblicano (metà II-I secolo a.C.) e al periodo tardoimperiale (III-IV secolo d.C.). Il monte venne scelto come luogo di culto non solo pagano, ma anche cristiano con l’adorazione della Vergine Maria professata dai frati dell’ordine di San Girolamo della Congregazione del beato Pietro Gambacorta da Pisa, detti Girolimini, che ebbero un ruolo molto importante nella vita di paesi come Piovene Rocchette e che, nella loro piccola chiesa alpina costruita sul monte, custodivano gelosamente la ricetta di un liquore a base di erbe chiamato “Girolimino” ancora prodotto dagli abitanti del paese di Santorso. Il 27 settembre 1452 il santuario viene affidato ai frati Girolimini che lo ebbero in gestione autonoma solo dopo il 1525. La chiesa aveva tre navate, il convento era dotato di 14 stanze più altre 22 stanze per i forestieri, vi stavano 6 sacerdoti, 8 conversi (cercatori di elemosine), inoltre c’era anche una osteria aperta per i pellegrini solo durante i giorni di festa. Fra il 1500 e il 1700 il santuario era meta di numerosi pellegrinaggi, ma nel 1774 la Repubblica di Venezia soppresse il convento trasferendo i frati sui colli Euganei. Il periodo di distacco dei frati Girolimini durò sino al 1894 quando ritornarono al loro originario convento per rimanervi sino al 1933.

Chiesa del Monte Summano

Chiesa del Monte Summano

Il percorso su questo monte ricco di misticismo, dopo vari tornanti immersi nel bosco, mi ha portato sino alla cima del Summano dove dal 1923, come monito alla Grande guerra, ad opera dell’azione cattolica vicentina venne innalzata una imponente croce di cemento con un Cristo d’acciaio (del1993) opera dello scultore Giorgio Sperotto. Infatti il monte, in posizione arretrata rispetto alle montagne Pasubio e Novegno protagoniste dei cruenti scontri del primo conflitto mondiale, venne usato come luogo strategico: una seconda linea per la difesa del territorio dalle incursioni dell’esercito austriaco. Storia e religione sono coniugate anche all’enogastronomia infatti lungo i sentieri ci sono anche alcune malghe dove poter assaggiare prodotti tipici dell’Alto Vicentino fra cui formaggi e salumi. Scendendo dalla croce a Colletto di Velo ho ammirato nuovamente il paesaggio avvolta in quei silenzi, in quei profumi e in quell’atmosfera di pace che solo la montagna sa regalare.

Croce monte Summano

Croce monte Summano

 

paesaggio del monte Summano

paesaggio del monte Summano